Agnolotti piemontesi, toma e nocciole
Agnolotti piemontesi, toma e nocciole

Super classico della cucina popolare piemontese, questa pasta ripiena è una ricetta tradizionale della zona del Monferrato, in provincia di Asti e Alessandria, anche se gli agnolotti sono diffusi in tutta la regione. Con questa ricetta li condisci con una salsa a base di toma piemontese bella densa e cremosa e aggiungi una nota croccante sul finale data dalle nocciole del Piemonte Igp tritate all’ultimo e messe sugli agnolotti subito prima di servire.

 

Ingredienti per quattro persone:

  • 400 g di agnolotti piemontesi
  • 200 g di toma piemontese
  • 100 g di nocciola di Giffoni IGP sgusciata Sapori&Dintorni Conad
  • olio extravergine di oliva q.b.
  • sale e pepe q.b.

 

Procedimento:

  1. Cucinare gli agnolotti in abbondante acqua salata per 4/ 5 minuti
  2. Nel frattempo, tagliare a cubetti la toma e frullarla insieme a un po' di acqua di cottura degli agnolotti fino a creare una salsa densa
  3. Trasferire tutto in una boule e aggiungere gli agnolotti scolati. Mantecare con un filo di olio e una macinata pepe fresco
  4. Aggiungere, prima di servire, le nocciole tritate

Chef Stefano De Gregorio

La cucina è un’arte e io, attraverso i suoi colori e profumi, cerco di raccontare la mia storia.

Il suo nome è Stefano De Gregorio, ma per tutti è Chef Deg, lo “zingaro felice” della Compagnia degli Chef. Una delle prime situazioni in cui Stefano si è fatto notare è Le Strade della Mozzarella dove nel 2014, partecipando a un food contest, ha vinto la manifestazione alla cui giuria sedevano i migliori chef italiani.

Poi la vittoria al Cous Cous Fest nel 2015, il riconoscimento di Top Italian Chef come uno dei migliori chef italiani, premiato come protagonista del Girotonno e del Festival del brodetto edizioni 2016. Attualmente chef resident al Saporie Lab, nella sua cucina non mancano mai l’olio extra-vergine di oliva, la colatura di alici e i limoni.

Chef Fabrizio Martini

In cucina sono nato e per me significa tutto. Non ho altre parole per descriverla!

Nato a Venezia e arrivato ad Alessandria, passando per il Lago Maggiore, chef Fabrizio Martini ha sempre vissuto in cucina, il luogo in cui tutto inizia e tutto si evolve. Inventare, quello accade raramente, quasi mai; ma imparare è ciò che si può fare continuamente, attraverso lo studio e l'esperienza. Questa è la sua filosofia. Il suo primo ricordo in cucina? Le lasagne al forno, la sua prima ricetta; poi ha imparato l'arte dei risotti insieme a Gualtiero Marchesi; mentre oggi, ricordando le proprie origini, usa la ricotta affumicata tipica della Carnia per preparare i cjarsons, ravioli dolci e salati con frutta e San Daniele.

Chef Beppe Sardi

Cerco di farmi ambasciatore della tradizione piemontese e sono convinto che l'attenzione alla qualità del cibo vada insegnata e divulgata.

Piemontese di Rocchetta Tanaro, in provincia di Asti, il paese del Barbera, Beppe Sardi è stato per più di quarant’anni lo chef del ristorante “Il Grappolo” di Alessandria, dove è approdato dopo aver studiato all’Istituto Alberghiero di Genova ed essere diventato cuoco durante il servizio militare. Mago dei risotti e del Gran bollito misto alla piemontese, provate a chiedere quello che vi pare su una di queste due ricette, Beppe Sardi vi risponderà. Sa anche il numero minimo esatto di chicchi che servono per fare un buon risotto.

Chef Pino Silano

La cucina per me è la cucina di mia nonna. La bassa temperatura? Niente di nuovo, quando ero piccolo lei la faceva già... con la sua stufa a legna!

La sua storia di sapori inizia a Il Giardinetto il 3 marzo del 1988, nel ristorante in cui ha lavorato lo chef che fu suo maestro, da Pino Silano rilevato e gestito per la bellezza di 22 anni. Oggi, Pino fa il cuoco freelance e collabora anche con suo fratello nel panificio Silano, dove ama preparare la grissia monferrina e i grissini stirati a mano (categoricamente a mano) che, alle volte, decide di ricoprire di cioccolata fondente. I primi piatti sono la cosa che preferisce cucinare, abbinati a tutti i sughi della tradizione più italiani che ci siano.