Farro con ceci marchigiani, salame felino e provolone piccante
Farro con ceci marchigiani, salame felino e provolone piccante

Cucinando il farro come se fosse un risotto ottieni un risultato cremoso ma leggero. Ti basta tostare, bagnare con brodo, mantecare e servire. Il condimento a base di ceci marchigiani rende il piatto saporito e nutriente; il salame felino aggiunto a striscioline prima di servire dà una nota di sapidità e la mantecatura con il provolone decide la nota finale del piatto: dolce o piccante, a seconda dei tuoi gusti. In cucina, sei tu a decidere!

Ingredienti per quattro:

  • 240 g di farro perlato
  • 200 g di ceci marchigiani Sapori&Dintorni Conad
  • 60 g di salame felino
  • 60 g di provolone dolce o piccante
  • 1 foglia di alloro
  • 1 scalogno
  • 1 l di brodo vegetale
  • olio extravergine di oliva q.b.
  • sale e pepe q.b.


Procedimento:

  1. Mettere in ammollo i ceci marchigiani per una notte
  2. Cuocere i ceci in una pentola con abbondante acqua non salata aggiungendo una foglia di alloro
  3. Nel frattempo, in una casseruola, aggiungere un filo di olio, lo scalogno tritato e tostare il farro
  4. Scolare i ceci e, una volta tostato il farro, aggiungerli al farro nella casseruola e portare a cottura bagnando con dell’acqua o con il brodo vegetale
  5. Una volta cotto, mantecare il farro a fuoco spento con il provolone grattugiato e un filo di olio extravergine di oliva
  6. Prima di servire, aggiungere il salame felino tagliato a striscioline

Chef Stefano De Gregorio

La cucina è un’arte e io, attraverso i suoi colori e profumi, cerco di raccontare la mia storia.

Il suo nome è Stefano De Gregorio, ma per tutti è Chef Deg, lo “zingaro felice” della Compagnia degli Chef. Una delle prime situazioni in cui Stefano si è fatto notare è Le Strade della Mozzarella dove nel 2014, partecipando a un food contest, ha vinto la manifestazione alla cui giuria sedevano i migliori chef italiani.

Poi la vittoria al Cous Cous Fest nel 2015, il riconoscimento di Top Italian Chef come uno dei migliori chef italiani, premiato come protagonista del Girotonno e del Festival del brodetto edizioni 2016. Attualmente chef resident al Saporie Lab, nella sua cucina non mancano mai l’olio extra-vergine di oliva, la colatura di alici e i limoni.

Chef Augusto Notaroberto

Essere cuoco è l’arte del creare che si articola in due momenti: quello del gusto, dei sapori a cui si dà vita e poi quello estetico, puramente visivo.

Sommelier oltre che cuoco, chef Augusto Notaroberto porta in tavola tutto il gusto della sua terra, il Cilento. La sua è una cucina semplice, ma ricercata: ogni abbinamento è studiato con cura per dare sempre quel tocco in più ai sapori della tradizione.

Il regno di Augusto Notaroberto è l’Osteria del Notaro, a Ceraso (SA) ed è il mare che lo ispira più di ogni altra cosa. Poi, il Sud Italia in generale, dalla Puglia alla Calabria, passando per la Basilicata. Sono queste le zone che ispirano tanto il suo lavoro.

Chef Beppe Sardi

Cerco di farmi ambasciatore della tradizione piemontese e sono convinto che l'attenzione alla qualità del cibo vada insegnata e divulgata.

Piemontese di Rocchetta Tanaro, in provincia di Asti, il paese del Barbera, Beppe Sardi è stato per più di quarant’anni lo chef del ristorante “Il Grappolo” di Alessandria, dove è approdato dopo aver studiato all’Istituto Alberghiero di Genova ed essere diventato cuoco durante il servizio militare. Mago dei risotti e del Gran bollito misto alla piemontese, provate a chiedere quello che vi pare su una di queste due ricette, Beppe Sardi vi risponderà. Sa anche il numero minimo esatto di chicchi che servono per fare un buon risotto.