Lecce - talk con Vergassola
Lecce - talk con Vergassola

La tappa a Lecce de Il Grande Viaggio Insieme Conad è proseguita domenica sera – sempre in Piazza Libertini – con l’intervista semiseria condotta dal comico e scrittore ligure Dario Vergassola con i rappresentanti Conad e delle associazioni del territorio: Walter Ingrosso (Presidente UPI di San Rocco), Fernando Vantaggiato (Presidente da oltre 30 anni del punto Conad al Cavallino) e con Antonio Di Ferdinando (Direttore Generale di Conad Adriatico).

Ma – ha domandato subito Vergassola – a Ingrosso, come fa vendere al dettaglio uno che si chiama Ingrosso?
“Rappresento 230 aziende specializzate nella produzione sostenibile degli ortaggi in ambito protetto, non soffocato sotto serra. Personalmente, rivesto anche l’incarico di docente in grado di rilasciare un patentino fito-sanitario per agricoltori. La nostra azienda è una ISO 9001, con tanto di certificato di conformità”.

Fernando Vantaggiato, classe 1962, proviene dal banco macelleria: “Ho iniziato nell’impresa di famiglia, poi, sono entrato nel mondo della cooperazione. No, non ho paura un giorno di essere assalito nel mio punto vendita da un vegano armato di ascia” – sorride il socio Conad. “Anzi, sarà l’occasione in cui cercherò di convertirlo a tornare a mangiare dell’ottima carne. Dopo l’esperienza della mucca pazza, molto è cambiato nel settore della macelleria: oggi puoi contare su una filiera molto controllata, i terreni, i mangimi, gli stessi mattatoi sono controllati. Oggi i giovani sono molto più acculturati, molto più attenti a ciò che consumano, sono alla ricerca di un mangiare sano e genuino. Le loro domande ci orientano sulla scelta che dobbiamo fare per i nostri prodotti”.

“E, visto che vi proclamate una grande famiglia, non avete paura delle suocere, visto che cambiate la moglie?” chiede Vergassola.
“No, siamo una bella squadra di persone che vanno d’accordo ed anche in bicicletta. Così, alla domenica mattina, ci gustiamo Lecce senza le auto, riscopriamo il profumo dei campi, l’odore della nostra terra”.
Ah, scopriamo in Vantaggiato un macellaio-poeta, eh!

Antonio Di Ferdinando, abruzzese, è al vertice di 372 punti vendita Conad: “Sono in Conad dal 6 maggio 1984 ed una volta” risponde sorridendo alla provocazione lanciatagli dal comico spezzino “conoscevo personalmente tutte le cassiere... Oggi cerchiamo di “coltivare” giovani talenti della Comunità, offriamo un posto di lavoro a tutti coloro che vogliono esprimersi nel nostro settore. A noi non interessano gli scaffali o i frigoriferi, ma ci piace essere persone, investire sui giovani. Non seguiamo le mode, ma i consumi. Una volta l’italiano spendeva il 40% dello stipendio per il mangiare, oggi solo il 14%”.

Sempre Di Ferdinando aggiunge: “Siamo 229 soci, tante piccole aziende. Abbiamo creato una filiera corta, tagliando i passaggi intermedi, e dando in tal modo un valore aggiunto ai nostri prodotti a vantaggio dei nostri clienti”.

“Ma, sui vostri banchi” chiede Vergassola al Presidente Upi Walter Ingrosso “compaiono zucchine di 30 cm, pari a quelle di Rocco Siffredi?”
“Le posso rispondere che noi ci chiamiamo San Rocco…” replica con grande diplomazia Ingrosso.

“Non avete pensato – visto che parlate di agricoltura protetta – di procurarvi dei body-guard per le angurie?” chiede Vergassola sempre a Walter Ingrosso.
“No, ricorriamo a metodi biologici, agronomici, a una coltivazione che riduce al massimo la presenza dei trattamenti chimici, se non quando è strettamente necessario. Una produzione sotto serra favorisce prodotti più protetti. Noi siamo alla ricerca di prodotti tradizionali e del territorio e trattiamo una varietà di articoli eccezionale. Al vertice delle nostre piccole imprese abbiamo persone che sono al di sotto dei 40 anni, molto attenti al cibo italiano perché noi teniamo molto ai nostri agricoltori e al futuro della loro attività”.

Di Ferdinando: “Il mondo si sta incamminando verso un approccio culturale maggiormente salutista e biocompatibile. Si mangerà meno quantitativamente, ma si cercheranno alimenti con più qualità e, soprattutto, con più garanzie dal punto di vista della certificazione, della provenienza e delle materie prime usate negli ingredienti. Si cercherà di dare un significato più autentico all’affermazione «noi siamo quello che mangiamo»”.