Gubbio - Danilo Toppetti, Leonardo Cenci, Pompeo Farchioni e Vergassola
Gubbio - Danilo Toppetti, Leonardo Cenci, Pompeo Farchioni e Vergassola

Il maestro Peppe Vessicchio e i “Solisti del Sesto Armonico” hanno aperto, allietato e chiuso la 3^ serata del Il Grande Viaggio Insieme Conad a Gubbio.

La giornalista Federica De Sanctis ha lanciato Dario Vergassola nel suo sipario intitolato “Rigiriamo l’Italia. Il talento che fa notizia”.

Sul palco, a “subire” le domande-frecciatine scagliate dal comico spezzino il Direttore Generale di Pac 2000A, Danilo Toppetti, il maratoneta Leonardo Cenci (apprezzato in una clip lanciata venerdì pomeriggio nella Sala Trecentesca del Palazzo Pretorio) e il presidente della Farchioni Oli, Pompeo Farchioni.

“Promuoviamo” ha detto Toppetti “tutto quello che produce il nostro territorio, contiamo su 750 imprese e più di 200 punti vendita dando particolare attenzione alla qualità del prodotto. Abbiamo deciso di costituire una cooperativa per combattere lo strapotere dei grossisti, e come cooperativa rappresentiamo un’entità sociale di oltre mille soci.
Ma, non facciamo - ha tenuto a precisare Toppetti - solo attività di business; come PAC (acronimo che sta per Perugia, Aquisti, Cooperative), promuoviamo e sosteniamo anche Master per ragazzi talentuosi, per i più meritevoli, cercando di dare un valore a tutto ciò che è inerente il nostro territorio. Un giorno, questi giovani dirigeranno i nostri punti vendita, gli si potrà offrire un’occupazione sicura, tenendoli così nel loro territorio, vicini ai loro affetti più cari”.

Leonardo Cenci, presidente dell’Associazione onlus “Avanti Tutta!” da lui stesso fondata nel 2015, è stato insignito da Mattarella Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica”: dobbiamo continuare a chiamarla Leonardo – gli ha chiesto Vergassola – oppure dobbiamo chiamarla Sua Santità?
“Sto combattendo ogni giorno il cancro in maniera anomala e straordinaria, sono caduto molte volte, ma ho avuto la forza di rialzarmi in piedi spinto dalla disperazione. Le cose impossibili non esistono, appartengono solo a un preconcetto mentale. Mi sono aggrappato alla vita con tutto me stesso, inseguendo la speranza e non lasciandomi vincere dalla compassione o dallo sconforto. Ho corso, unico malato di cancro in metastasi al mondo, la Maratona di Roma e quella più prestigiosa di New York in 4 ore, 27 minuti e 57 secondi, lasciandomi dietro molti concorrenti in piena salute. Mi alleno in palestra 6 giorni su 7, a volte anche l’intera settimana, ma non mi è mai venuto l’acido lattico alle orecchie, come è capitato a lei, Vergassola, al solo sentirglielo dire”.

Cenci, 42 anni, perugino, prima di fare l’agente di commercio, lavorava all’Agenzia delle Dogane: è vero che si allenava – ha chiesto Vergassola, ex impiegato statale all’Arsenale della Marina Militare di La Spezia – inseguendo chi esportava illegalmente capitali all’estero?
“Facevo un lavoro abbastanza easy” sorride Cenci, aggiungendo: “io porto questa strana montatura di occhialini al posto di sgargianti cravatte e per poter guardare in faccia quelle tante persone che oggi non osano più farlo, preferendo internet o i social”.

La famiglia Farchioni produce olio da più di 250 anni: a raccontarlo è il titolare, il signor Pompeo, che Vergassola battezza “l’uomo Delmonte” per via del suo modo molto elegante ed originale di vestire e per il cappello Panama che “l’uomo dell’olio”, come invece ama autodefinirsi, porta sul capo.
“Siamo da secoli una famiglia di contadini e di agricoltori, che un bel giorno ha deciso di investire il denaro del nonno, che aveva messo da parte. Quella dei miei figli è la 13ma generazione, abbiamo unito due capannoni, separati da 300 metri l’uno dall’altro, e ci consideriamo degli imprenditori seri. E’ stato mio figlio a 21 anni, che mi ha suggerito di investire il denaro accumulato con tanti sacrifici dal nonno”.

Sicurezza e qualità costituiscono il tratto dell’olio Farchioni: “Anche a casa facciamo molta attenzione a cosa mangiamo, i nostri olii si chiamano Farchioni come noi, la stessa cura la rivolgiamo ai nostri consumatori, perché la sicurezza alimentare è fondamentale per chi va a fare la spesa. Siamo grandi nel mercato di nicchia, ci definiamo una multinazionale tascabile di prodotti di sicura qualità e della terra umbra”.

L’azienda Farchioni lavora tutto ciò che la terra produce: “Non produciamo solo olio, ma, anche vino e birra artigianale. Trasformiamo tutto ciò che questa fantastica terra di Umbria offre. Ho un rapporto che definirei carnale con il Perugia, il quale lo paragono a una donna, perché ti dà tante soddisfazioni in cambio di altrettante sofferenze”.

Danilo Toppetti pensa sorridendo al confronto tra generazioni, tra giovani e anziani, quindi racconta la propria personale ricetta di l unga vita: “Io, so come difendermi: continuando a lavorare, perché quello è presente nel Dna della nonna, Mariettina, – morta a 101 anni – e in quello di mia madre, la quale a 86 continua a gestire un bar e guai se la inviti a chiudere l’esercizio che ha messo in piedi per ben 3 volte, partendo da una confezione di fiammiferi scampato ai bombardamenti, che le avevano distrutto il locale, e sopravvivendo al commercio di sementi che mio padre era riuscito ad avviare con tanta fatica e che ancora giovane (62enne) era stato costretto a lasciare perché deceduto. Mi piacerebbe sponsorizzare una società di pallavolo femminile, col permesso, però (sorride) di mia moglie”.

“Quindi, so come andare incontro alla pensione: continuando a lavorare, altrimenti, davvero come dice lei, Vergassola, si rischia di finire fritti nell’olio… magari quello di Farchioni!”

Al termine della serata Peppe Vessicchio (alternatosi con l’unica direttrice d’orchestra fino ad ora salita sul palco dell’Ariston di Sanremo, Carolina Bubbico) ed Andrea Rizzoli, produttore e show man, hanno lasciato spazio al “Conad Jazz Contest”, concorso riservato ai più giovani talenti in circolazione nel nostro Paese per concludere sulle note di brani inediti, la splendida tappa di Gubbio.